Regione Calabria Provincia di Reggio Calabria  

Sito ufficiale del Comune di Anoia (Prov. di Reggio Calabria)

  

 
      Home Page
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 

Ufficio Relazioni con il Pubblico

 

 
       

Notizie Storiche

ANOIA NELL'ANNO 1646

 

  

   

La Terra di Anoia stà situata nella Provincia di Calabria Ultra dentro la piana di Terranova distante da Calanna miglia 40, da Nicotera m. 18, da Sinopoli m. 18, da Seminara m. 15, da S. Giorgio m. 3, da Galatro m. 3, da Reggio m. 40, da Monteleone m. 24, da Catanzaro dove risiede la Regia Audienza m. 50, et dalla marina più vicina detta di Gioya m. 12 in circa.

In conformità della numeratione dell'anno 1595, è di fuochi 360 incluso li Casali. Per la strada principale si và in detta Terra la quale è parte piana, et parte pendinosa, et vicino detta Terra si trova una salita aspra inselicata di pietre vive dalla quale s'impiana nel sito di essa, la quale stà edificata sopra un sito largo, et spatioso, piano, et eminente dal detto fiume, la quale non è murata, ma aperta, et si può intrare da tutte parti, et si cammina per essa comodamente per strade lunghe, larghe, et spatiose. Le habitationi sono dal'una, et l'altra parte di dette strade, le quali sono la maggior parte case terrane, et le altre sono con camere sopra coverte con tetti fabricate parte di pietre, et altre di quatrielli di creta.

Il sito di detta Terra è di aria temperata, et gode il sole, et viene ventilata da tutti i venti; da detto sito si gode da mezzogiorno pianure, colline, et montagne, la piana, la marina di Gioya, Rosarno, Nicotera, et altre, et da tramontana tutte montagne.

L'habitanti di essa ne sono poco persone civili, li quali vesteno civilmente, dormeno sopra materazzi di lana, et con altri ornamenti di case; viveno con l'industrie, et altri loro esercitij, et le loro donne s'esercitano alli nutricati, et altri esercitij di case; sono si buono aspetto, et le persone ordinarie le quali si esercitano nelle caccie, et altri alle campagne, custodia di animali, et altri esercitij foresi; le loro donne similmente alle campagne, alli nutricati, et altri esercitij di case; vesteno al uso del paese, dormeno sopra matarazzi, et sacconi, et al meglio si può. Per comodità di detti habitanti vi è uno medico fisico, uno mastro di scola, dui giudici à contratti, tre barbieri, dui sartori.

In essa non vi sono poteche, né taverne, né altre comodità per li forastieri, et li habitanti si provedeno per lo tempo, et nelli luochi vicini, et per uso di essi ci sono acque fresche, et buone; et per la macina vi sono tre moline ad acqua, quali sono del utile Signore. Intorno detta Terra vi sono giardini, vigne, oliveti, territorij seminatorij per comodità di essi.

Segue l'habitatione del utile Signore, la quale stà situata nel mezzo della Terra dalla parte di mezzogiorno; avante l'intrata di essa vi è una larga, et spatiosa piazza; da essa si entra nel cortiglio grande scoverto, alla destra si trova la gradiata, appresso nel piano di detto cortiglio vi sono più stanze per comodità di stalle, et altre, et alla senistra di detto cortiglio è uno camarino; accosto vi è una gradiatella dalla quale si ascende ad uno appartamento separato, il quale è diruto, ritornando nella gradiata maggiore si ascende ad una loggetta scoverta, dalla quale si entra ad una sala grande; alla destra di essa vi sono due camare grandi con le finestre al detto largo; ritornando in detta sala, la quale tiene le finestre a mezzogiorno, appresso alla detta dirittura sono tre camare coverte con intempiatura sopra coverte tutte con tetti; dietro detta sala, et camare sono sei camare, et cocina con l'affaccata a tramontana, dalla quale si godeno le habitationi della Terra. Con detta habitatione vi è uno poco di giardino senza frutti, solo il terratico, et questo consiste l'habitatione del utile Signore.

Et per quello che distende il territorio di detta Terra, et Casali, dalla parte di mezzogiorno stende mezzo miglio, et confina con lo territorio di Polistena, et Melicucco, da settentrione stende miglia 3, et confina con lo territorio di Galatro, et con il vallone, da levante stende uno miglio, et confina con lo territorio della terra di Cinquefrondi, et da ponente stende miglia due, et confina con lo territorio di Ferolito che si possiede per il Signor duca di Monteleone.

Dentro del detto confine e territorio vi è la terra e tre Casali. La qualità del territorio è poco piano, et il restante sono colline, montagne, diviso da più valloni, et fiomare; del detto territorio ne sono campesi, oliveti, castagneti, giardini, frutteti, vigne, dalli quali ne pervengono tutte sorte di vittuaglie, vini bianchi, et rossi, ogli, frutti, verdume, castagne, et a rispetto del grano che si fà in detto territorio non basta per uso delli habitanti ma si provedeno dalli luochi convicini.

Et a rispetto del spirituale stà sottoposta al vescovo della Città di Mileto distante da detta terra miglia 12. Vi è la chiesa madre sotto titolo di San Nicola, la quale stà nel mezzo del'habitato, la quale ha due navi ceverte con tetti; in testa è l'altare maggiore con una cona di nostro signor San Nicola, et San Sebastiano di buona pittura; alla destra è una cappella sfondata dov'è l'altare con custodia indorata dove assiste il Santissimo; appresso è la porta laterale, alla senistra è una cappella con cona di Sant'Antonio con li miracoli intorno di buona pittura guarnita, et indorata; appresso è un'altra cappella con cona della SS.ma Annunciata. In detta chiesa vi è il fonte battesimale, pulpido, palio, stendardo, et li apparati di tutti colori, dui calici, ingensiero, navetta, et una sfera d'argento; vi è il campanile, e tre campane, et uno orologio a campana. Viene servita, et officiata dal suo abbate e diece altri sacerdoti, et nove clerici; l'abbate li può rendere docati 30, et li preti docati 20.

Nel finimento del habitato vi è una cappella sotto titolo di San Rocco; in essa vi è l'altare maggiore con cona di San Rocco, et San Sebastiano di buona pittura; tiene tutte le comodità per celebrare, et si celebra a devotione; vi è una campana. All'incontro il palazzo del utile Signore vi è la chiesa di San Giovanni; in testa vi è l'altare maggiore con cona di detto santo di buona pittura, et alla destra della nave vi è uno altare, sopra vi è la cona di Santo Jacovo Maggiore di buona pittura; tiene li apparati necessarij, et si celebra a devotione e tiene due campane.

Nel'habitato di detta Terra vi è un convento di Padri di San Francesco di Paula dov'è una chiesa sotto detto titolo di San Francesco, la quale è ad una nave coverta con intempiatura; tiene una porta laterale; in testa è l'altare maggiore, sopra vi è custodia indorata dove assiste il Santissimo, et sopra vi è la cona di Santa Maria della Gratia di pittura antica; dietro è choro per officiare, et alla destra della nave vi è il pulpido; appresso è l'altare, sopra è nostro Signore in croce, et alla senistra è una cappella con cona del Spirito Santo; appresso è la cappella di San Francesco di Paula, dov'è detto santo de relievo con guarnimenti di legname indorato; attorno vi sono li miracoli fatti per esso santo; appresso è la cappella del SS.mo Rosario dovè una cona grande, et nostra Signora del Rosario, et li misterij intorno di buona pittura, et guarnita di legname indorato; appresso è un'altra cappella con cona di nostra Signora del Carmine di buona pittura guarnita di legname indorato, ius patronato del signor Marcello Boccafurno, con campanile con due campane. Viene servita, et officiata dal suo correttore con altri quattro padri sacerdoti, et sei laici; tieneno li apparati necessarij, calici, ingensiero, navetta d'argento con una croce d'argento, stendardo bianco, et vi è la confraternita del SS.mo Rosario. L'habitatione di detti padri si entra dalla portaria, si trova uno cortiglio grande; in piano sono tutte l'offecine necessarie, et sopra dormitorij, et celle capaci per detti padri, viveno d'intrate, et carità.

Poco distante vi è l'Abbatia dei SS. Quaranta, qual'è una cappella; in testa è la cona de quaranta martiri di buona pittura; in essa si celebra tre volte la settimana da suo beneficiato con entrate di docati 30; tiene le comodità per officiare, et due campane. Fuore dell'habitato vi è la cappella di san Michel'Arcangelo dove si celebra quattro volte la settimana, e tiene le comodità per celebrare, et una campana.

Et per quello che spetta al'università si governa per uno sindico, et dui eletti, li quali si fanno in pubblico parlamento confirmati dal utile Signore. Si vive per catasto da quale se ne può percepere docati due milia più o meno conforme li bisogni, delli quali se ne pagano donativo, fiscali, et altri pesi; et dalle buone tenentie se ne può percepere docati 30 l'anno, li quali si pagano al monastero di San Francesco di Paula per la fundatione. Et questo è che consiste la Terra di Anoia. Sequeno tre Casali.

Il primo casale si chiama Susanoia, distante dalla Terra un miglio verso levante, di fuochi 80 in circa; stà situato ad uno sito piano, et eminente, il quale è di buon'aere; le habitationi sono parte separate ogn'una per sé, et parte attaccate insieme, et la maggior parte sono terrane, et le altre sono con camarette sopra fabricate di pietre, et di quatrielli di creta coverte universalmente di tetti; si divideno dette habitationi da strade larghe, et lunghe diritte, et si camina per esse comodamente; con dette habitationi vi sono attaccati giardini, et pergole.

Li habitanti di esso ne sono alcune persone civili, quali viveno con qualche comodità, et li altri con loro fatica nel governo delle campagne, et altri esercitij foresi, et le donne si esercitano alli notricati, et nelli altri esercitij foresi, et al tessere, et altri esercitij di casa, vesteno ordinariamente al uso del paese, et come meglio si può; dormeno sopra matarazzi, et sacconi, et altri sopra sacconi, et come meglio si può; li quali sono di buono aspetto, et per uso di essi poco distante vi è una fonte di acqua viva la quale è perfetta, et per loro comodità nelli giardini vi sono tutte sorte di frutti, verdume, li quali sono bastanti a detti habitanti, et quelli che li mancassero si provedeno dalle terre e luochi convicini, et per coltivare li territorij vi sono 15 para di bovi, 500 pecore, et 8 somari, li quali sono di particolari.

Per quello che spetta al'università si governa per dui eletti, quali si fanno in pubblico parlamento, et poi si confirmano dal utile Signore. Si vive per tassa, dalla quale ne può pervenire ogn'anno d.1000 li quali ne pagano fiscali, et altri pagamenti ordinarij et extra.

Ed a rispetto del spirituale vi è la chiesa parrocchiale sotto titolo di San Sebastiano, la quale è capace alli habitanti; in testa vi è l'altare maggiore, sopra vi è la custodia indorata dove assiste il Santissimo; vi è il fonte battesimale, palio, stendardo; tiene uno calice, ingensiero, navetta d'argento, et li apparati necessarij, et due campane; viene servita dal suo parrocchiano con titolo di abbate con altri sacerdoti, et clerici.

Poco distante vi è un'altra chiesa sotto titolo di Santa Maria dell'Assuntione; in essa si celebra a devotione; tiene li apparati necessarij, e due campane.

. . . . . . . . . . . . . .

Et questo è quanto referimo intorno a detto apprezzo.

Napoli 20 Gennaro 1646.

Johannes Baptista Amendola

Honofrio Tangho, Architetto, et Tabulario.

 

 


Fonti:

Questo documento, conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli (MS. XIV.D.4, ff. 1r-44r), è tratto dal libro del Prof. Giuseppe Caridi, POPOLAZIONE E TERRITORIO NELLA CALABRIA MODERNA, edito da Laruffa Editore, anno 1994.

 

 

 

 

 
 
 
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
 
 
 

 
 
 

 

 

 

 

risoluzione consigliata 1024 x 768